A cura di Anna Caterino

L’esposizione di Ismaele Nones nel Battistero degli Ariani è un dialogo sospeso tra memoria e contemporaneità. Le sue opere riprendono l’icona, immagine sacra per eccellenza, per trasformarla in figura umana, fragile e vicina al nostro tempo.

Il mosaico – realizzato con il Gruppo Mosaicisti Ravenna – diventa il medium privilegiato di questa trasformazione: non semplice tecnica, ma rito e soglia, capace di amplificare la poetica dell’artista e di restituirla con nuova intensità.

Al centro del progetto si colloca l’opera “Sguardo al firmamento” che concentra in sé la doppia tensione che attraversa l’intera ricerca dell’artista: il dialogo tra passato e presente, l’ascesa e la caduta, lo slancio e il ritorno, l’icona come archetipo e la sua trascrizione in chiave contemporanea. “Sguardo al firmamento” diventa allora invito a non smettere di cercare, a tenere insieme spirituale e quotidiano, verticale e orizzontale.

Nel cuore del Battistero, questo percorso si intreccia con il tema dell’Etimasia, il “trono vuoto” dei mosaici ravennati, simbolo di un’attesa e di una rivelazione ancora da compiersi. Così anche l’opera di Nones, icona che ha deposto la sua ieraticità, chiede di essere abitata dallo sguardo del visitatore, che diventa parte attiva in questo suo moto di ascesa in un atto che intreccia il tempo dell’uomo con quello della memoria collettiva.

Credits testo:  Anna Caterino Gruppo Mosaicisti Ravenna
it_IT